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Equitazione Sentimentale

 

Piegare o non piegare: questo è il problema.
 

Negli anni recenti è diventato abbastanza frequente indugiare in lunghe discussioni sul fatto che un cavallo da dressage sia in grado di flettere la gabbia toracica e la spina dorsale - come tutti i Vecchi Maestri hanno scritto - o meno. Scienziati moderni, dopo estese ricerche, hanno presentato risultati talvolta contraddittori che hanno lasciato il mondo del dressage in uno stato di confusione. Alcuni esperti, magari senza aver mai cavalcato o preparato personalmente un cavallo, dicono che un cavallo non può piegare per niente la sua spina dorsale, mentre altri affermano che il flettere, nel suo insieme, è solo immaginazione. Frasi di questo tipo possono facilmente essere utilizzate come ottima scusa per non preoccuparsi di fare esercizi di flessione e può derivarne l'opinione che flettere sia negativo e innaturale. Non ci si meravigli quindi se ci sono in giro tanti cavalli di talento e ben dotati, tanto rigidi e poco elastici.

Io sono stato attivamente coinvolto nella preparazione di cavalli da dressage per più di quarant'anni e durante questo tempo sono stati ben pochi i giorni in cui io non abbia montato. La mia grande maestra, la Spanische Reitschule di Vienna, vanta l'orgoglio di esistere da più di quattrocento anni. La scuola è una di quelle pochissime Accademie di equitazione nel mondo dove i suoi membri sono concentrati sui metodi pratici di cavalcare, piuttosto che su discussioni teorico - empiriche, che vengono considerate di scarso valore nel vero mondo della preparazione dei cavalli.

Da giovane cavaliere, sotto il famoso colonnello Alois Podhajsky, ho avuto quotidiane testimonianze dell'approccio dei cavalieri più anziani rispetto a quanto concerne il flettere il cavallo e, tra gli altri principi significativi, l'importanza e la necessità del flettere era fermamente impiantata nella nostra coscienza fisica e mentale, fin dall'inizio. Nelle nostre menti non c'era alcun dubbio sul fatto che un cavallo avesse la capacità di flettersi o piegarsi ed ogni volta che il piegare era in discussione, la sola distinzione che veniva fatta era tra flettere il torace del cavallo o piegarne solamente il collo.

Ricordo molto chiaramente alla Spanische Reitschule le ore di LEKTION, appellativo della sessione montata su un cavallo da scuola totalmente preparato, Mi risuona ancora nitida la voce del mio istruttore, mentre mi spingeva a piegare il cavallo attorno alla mia gamba interna "… biegen Sie ihn doch mehr um den inneren Schenkel". Specialmente nel passaggio degli angoli, lavorando in piccoli circoli, praticando spalle in dentro, cambi in aria, mezzi passi, travers, renvers, volte e pirouettes; è difficile credere che un'istituzione, sopravvissuta per più di quattrocento anni, possa pretendere cose che un cavallo è incapace di fare.

Studiosi moderni affermano che il cavallo non può incurvarsi ed alcuni perfino sollecitano il cavaliere a non preoccuparsi di farlo. Queste dichiarazioni possono avere, a lungo termine, un effetto devastante sulla vera preparazione di un cavallo, dando come risultato andature rigide, non naturali e movimenti decisamente non classici. Il grande Podhajsky usava dire: "Signori, noi, in quest'istituto, non abbiamo bisogno di atteggiamenti di cavalieri tipo 'tavolo verde', né tollereremo l'approccio del cavaliere da tavolo verde". Podhajsky si riferiva a quelli che investono tempo ed energia a discutere la capacità di essere uomini di cavalli intorno ad un tavolo, quelli che sanno tutto in teoria, mentre in pratica si dimostrano esempi di cavalieri poco capaci. Usando la terminologia dell'approccio tipo tavolo verde, Podhajsky chiaramente era contrario al mettere troppa enfasi nella teoria, senza avere un riscontro pratico, ed al risolvere problemi di preparazione attraverso discussioni teoriche, che non riescono a superare la prova del tempo.

Nel corso della storia del dressage, tantissimi libri sono stati scritti ed in quasi tutti il piegare è menzionato, in un modo o nell'altro. Nel libro "Die Logik in der Reitkunst" di von Oberst a. D. Spohr (la logica nel cavalcare), questo rilevante argomento è trattato come: "la capacità di piegare richiede l'abilità di allungarsi… l'abilità di piegare lateralmente la parte toracica è solo un mezzo per il cavaliere per raggiungere gli arti posteriori e piegare la anche attraverso l'applicazione di mezze fermate… ". Verso la fine della seconda guerra mondiale, Oberst von Haugh ha pubblicato un eccellente libretto intitolato: "Die Bearbeitung junger Pferde mit der Transe (von einem alten Reiter)", cioè: " Il lavoro di giovani cavalli con il filetto (da parte di un vecchio cavaliere)". In quest'opera egli scrive: "piegare è necessario per (1) fare che il cavallo sia sottomesso, agile e flessibile e (2) per poter fare un buon galoppo".

W= ² + T²: si tratta di un pezzetto di dressage alla lavagna per chi è incline alla teoria ed alla matematica, preso dal lavoro del 1879: "I principi meccanici nel cavalcare" di E.F.Migotti, un tenente dell'Artiglieria Imperiale. Attraverso questo libro Migotti spiega, in formule matematiche, i movimenti e le andature del cavallo. La formula qui sopra, per esempio, dice: " l'azione degli arti posteriori è il risultato della capacità di spingere e di portare…". Non ho mai conosciuto un libro scritto più meccanicamente di questo del signor Migotti, ma anch'egli parla dell'importanza del… "piegare il corpo del cavallo".

Udo Burger, nel suo libro: "Vollendete Reitkunst", dice: "la sottomissione significa che il cavallo risponde agli aiuti del cavaliere, da dietro in avanti come dall'avanti all'indietro, in modo uguale da tutti due i lati, con piegamento, senza piegamento o con un contro piegamento…" In un altro punto, il dottor Burger parla di piegare per ottenere il raddrizzamento. "Un cavallo che può essere controllato dal cavaliere, in modo tale da poter essere flesso in ugual modo, in entrambe le direzioni e che ha la posizione della testa e del collo in armonia con la sua curvatura longitudinale, è un cavallo che è anche diritto."

Leopold von Heydebrand, nel suo libro "Illustrierte Geschichte der Reiterei", (Storia illustrata del cavalcare), che affronta l'evoluzione dell’Arte Equestre Classica attraverso i secoli, parla anche di flessione: "I movimenti su due piste sono gli esercizi di rifinitura nel piegare il cavallo… ". Gustav Steinbrecht, diventato famoso per il suo "Gymnasium des Pferdes", il più comprensibile e, secondo la mia opinione, il miglior libro mai scritto sul vero addestramento, frequentemente si riferisce all'importanza per il cavallo di essere diritto, cosa che può essere acquisita soltanto attraverso l'abilità di piegarsi in modo corretto. Per ogni buon addestratore in Europa, sono familiari i termini tecnici come: "geraderichtendes biegen" (curvare per poter fare il cavallo dritto) o "gebogen - gerade" (flesso dritto). Questi principi sono fondamenti importanti nella giusta preparazione del cavallo da dressage.

Monsieur de la Gueriniere, l'autorità della spalla in dentro, era della seguente opinione: "Nella spalla in dentro, il cavallo impara a piegarsi nella sua totale lunghezza. L'effetto della spalla in dentro sul cavallo è piegare e rilassare, mentre l'effetto dell'anca in dentro è piegare e raccogliere."

Quando i due veterinari tedeschi Simon e Haase hanno scoperto il coordinamento e il concatenamento dell'insieme dei muscoli, circa cento anni fa, hanno scoperto anche l'importanza del delicato equilibrio tra la capacità del piegare e la capacità del distendere. La sottomissione agli aiuti interni (gamba, redine) e l'accettazione degli aiuti esterni, permettono al cavaliere di richiedere a volontà vera distensione e flessione. Il corretto piegamento è il risultato della corretta distensione e viceversa. E' quindi  chiaro che la flessione, così come è intesa dai cavalieri, è ben altra cosa dalla capacità di flettere come la intendono gli uomini di scienza. La paleontologa, dott. Deb Bennet, nel suo libro: "Principles of Conformation Analysis", scrive quanto segue: "Negli antenati della famiglia del cavallo, come il Hyracotherium, cinquantacinque milioni di anni fa, la spina dorsale del cavallo aveva perso il suo arco primitivo e quindi la maggior parte dell'abilità a ruotare, girare e flettere nella regione lombare. La schiena del cavallo è in ogni caso più flessibile di quella del cammello o di qualsiasi mammifero progredito della famiglia dei bi-ungulati, pur non essendo flessibile come quella di un ghepardo".

Penso che la maggior parte di noi sia d'accordo sul fatto che i cavalli non sono, per loro natura, come i felini o come certi membri della famiglia canina tipo gli afgani. Ma se scienziati come Sleijper possono ben essere interessati all'anatomia delle balene e dei delfini e all'importanza del muscolo scaleo, non dovremmo, noi cavalieri, interessarci di più alla domanda cruciale: il cavallo è disponibile o non disponibile a piegarsi? Ogni cavaliere che abbia avuto l'opportunità di montare un cavallo ben preparato, può testimoniare quale meravigliosa sensazione sia cavalcare un cavallo che sappia flettere il proprio corpo.

Karl Mikolka
Traduzione a cura di Anne Bullok

Chi è Karl Mikolka:
Nato a Vienna da una famiglia di non-cavalieri, entra a 17 anni alla Spanische Reitschule dove raggiunge il grado di Oberbereiter (capo cavaliere). Nel 1968 lascia Vienna per assumere la direzione tecnica del team Brasiliano. Si trasferisce poi negli Stati Uniti, dove attualmente vive. I suoi corsi di equitazione classica negli Stati Uniti riscuotono un grande successo.

* Ringraziamo vivamente l'autore per averci concesso la pubblicazione di questo articolo, che pubblichiamo integralmente in due lingue per dare possibilità di comprensione corretta e soddisfare alcuni amici che abbiamo in tutta Europa.



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